Sette motivi per un accordo quadro migliore

La discussione sull’accordo quadro ruota intorno a considerazioni marginali, mentre viene dimenticata la questione centrale: comporterebbe la fine della sovranità svizzera e la perdita delle condizioni quadro economiche favorevoli. Sfatiamo i miti e segnaliamo sette conseguenze fatali per la piazza economica svizzera.

L’accordo quadro non contempla un giudice neutrale.

Nell’accordo quadro, l’UE non è solo parte contraente, ma anche autorità di controllo e arbitro. In caso di controversie, l’ultima parola spetta alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) che, in ogni decisione, persegue un chiaro obiettivo politico: approfondire l’integrazione dell’UE. Il diritto svizzero, in particolare la Costituzione federale e la democrazia diretta, sarebbero irrilevanti. Sollecitiamo pertanto il coinvolgimento di un tribunale arbitrale neutrale.

Scheda informativa CGUE: composizione delle controversie (tedesco)

Il nostro consolidato accordo di libero scambio con l’UE è intrappolato in una «ghigliottina».

L’accordo di libero scambio del 1972 garantisce alla Svizzera l’accesso al mercato dell’UE. Sotto la pressione dell’UE, tuttavia, il trattato è stato integrato nell’accordo quadro nel 2018, nella cosiddetta clausola «ghigliottina». In caso di risoluzione da parte dell’UE, la Svizzera perderebbe non solo gli accordi bilaterali I e tutte le estensioni, ma anche il suo trattato più importante con l’UE. La Svizzera diventa ricattabile e rischia inoltre di perdere la libertà di stipulare nuovi accordi commerciali con stati terzi.

Scheda informativa esclusione accordo di libero scambio (tedesco)

Il principio del «prendere o lasciare» non è compatibile con una collaborazione.

Con l’accordo quadro la Svizzera recepisce il diritto comunitario «in modo dinamico». Se il nostro diritto non dovesse essere in linea con quello comunitario, ad esempio in seguito ad un’iniziativa popolare, interverrebbe il cosiddetto «opting-out». L’UE allora potrebbe stabilire delle misure di compensazione, fino alla sospensione dei trattati. Anche se la Svizzera cercasse di opporsi alle sanzioni dinanzi al tribunale arbitrale dell’UE, dovrebbe comunque adottare la nuova legge dell’UE. Questo è uno dei motivi per cui l’ex presidente della Corte di giustizia dell’AELS, il Prof. Dott. Carl Baudenbacher, definisce l’accordo un «trattato iniquo».

Scheda informativa adozione dinamica dei diritti: opting-out (tedesco)

La direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE indebolisce i nostri sistemi sociali.

L’UE considera la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE parte integrante dello sviluppo della libera circolazione delle persone. Il Consiglio federale si è adoperato per ottenere una deroga esplicita in seno all’accordo quadro – invano. In seguito alla direttiva sulla libera circolazione, gli immigrati dall’UE avrebbero diritto non solo al soggiorno permanente in Svizzera, ma anche all’accesso illimitato ai sussidi sociali. Poiché la Svizzera corrisponde prestazioni sociali nettamente superiori rispetto all’UE, è probabile che l’immigrazione aumenti notevolmente, comportando spese maggiori e un livello delle pensioni inferiore.

Scheda informativa direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE (tedesco)

Il modello di successo svizzero necessita di condizioni quadro migliori anche in futuro.

Alcuni studi internazionali attribuiscono alla Svizzera maggiore libertà economica rispetto ai Paesi dell’UE e la sua maggiore capacità d’innovazione. L’aliquota d’imposizione fiscale complessiva nell’UE si aggira intorno al 41 percento, in Svizzera invece è del 27 percento. Con l’adozione dinamica del diritto comunitario, spesso burocratico, la clausola della ghigliottina allargata e la subordinazione alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il nostro Paese perderebbe la sua sovranità. La Svizzera non sarebbe più in grado di differenziarsi nei confronti degli altri Paesi e perderebbe i suoi vantaggi economici.

Scheda informativa posizione degli imprenditori (tedesco)

L’accordo quadro comporta la fine del percorso bilaterale.

Un partenariato forte è vantaggioso sia per la Svizzera che per l’UE. In questa forma, tuttavia, l’accordo quadro non rappresenta una continuazione della collaborazione, bensì un accordo politico di integrazione della Svizzera nel mercato interno dell’UE. Ciò legherebbe unilateralmente l’economia svizzera, vincente a livello mondiale, a un blocco di potere alquanto protezionistico. Attualmente le aziende svizzere realizzano due terzi dei loro utili nella zona del dollaro. E lo sviluppo dinamico si sta realizzando al di fuori dell’UE.

Scheda informativa opzioni di negoziato (tedesco)

La democrazia non deve essere soppiantata dalla burocrazia.

In seguito all’accordo quadro, le decisioni del Parlamento, i referendum e le votazioni popolari si ridurrebbero a pura consuetudine, soprattutto sulle questioni centrali. I vantaggi dell’accordo quadro, come una più facile certificazione UE e la partecipazione ai programmi di ricerca dell’UE (con le migliori università situate al di fuori dell’UE), non compensano la perdita di autonomia. Poiché l’accordo quadro condiziona ampiamente i diritti costituzionali, deve essere sottoposto al popolo e ai Cantoni mediante referendum obbligatorio sui trattati internazionali.

Scheda informativa referendum sui trattati internazionali (tedesco)

Conoscete l’accordo istituzionale Svizzera UE?